The Rebels
Apprendiamo da un report del Governo sui vaccini che il numero più alto dei non vaccinati è collocabile nella fascia di età che va dai 40 ai 60 anni.
Due Milioni Duecentosessantamila Ventiquattro ribelli.
Senza voler peccare di presunzione e spingerci a ordire stucchevoli analisi sociologiche o filosofiche, pensiamo sia interessante cercare di analizzare questi dati e dare la nostra opinione
È possibile, ci chiediamo, che l’essere nati venti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, abbia influenzato le scelte dei ribelli?
Possiamo azzardare a indovinare perché l’obbligo/ricatto vaccinale ha colpito i ribelli 50enni?
Crediamo di sì.
Perché non si piegano. Perché sono i pochi a ricordarsi e ricordare cosa sia la democrazia, la libertà, la dignità che nasce dalla ribellione all’ingiustizia, alla prevaricazione, alla menzogna, alla discriminazione.

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La storia veniva raccontata loro dai genitori e dai nonni. Era un apprendere attraverso testimonianze dirette che aggiungevano alla narrazione il pathos suscitando, quindi, una intensa emozione e partecipazione affettiva. I bambini di allora riuscivano ad immaginare gli scenari, a percepire la paura, a sentire il fragore delle bombe, ad avvertire il dolore. Così come del resto avevano ben chiaro cosa significasse essere liberi, emanciparsi dalla dittatura e dal potere. Avevano ben chiaro cosa fosse la democrazia. Tanto è vero che la paura di quei bambini, degli anni 60, era lo scoppio di una terza guerra mondiale. Se lo dicevano in classe, se lo confessavano: oltre al “babao” avevano il terrore di tornare a rivivere scenari in cui si erano trovati i loro nonni e i loro genitori.
Quei bambini in quinta elementare studiavano la storia contemporanea, talmente vicina a loro che i Micenei (ma perché si studiano i Micenei in quinta elementare?) sarebbero sembrati loro dei dinosauri, quasi creature di fantasia, senza spessore, senza senso, senza eroi. Gli eroi erano i partigiani, i caduti della Grande Guerra, quelli che si commemoravano il 4 novembre e si stava a casa per partecipare alle manifestazioni davanti ai monumenti ai caduti.
Poi quella storia, a metà degli anni ‘80 è stata cancellata dai sussidiari ed è stata spedita più avanti negli anni, spesso neanche troppo analizzata. Sì, perché trovandosi in fondo ai libri di storia bisogna trattarla all’ultimo, magari con grande fretta perché bisogna correre dietro ai programmi assolutamente da finire. Un insegnante è un buon insegnante se esaurisce il suo programma, preso dall’urgenza di fare tutto e tutto male, senza chiedersi per esempio se per un bambino sia più semplice tornare indietro di un secolo piuttosto che di milioni di anni.
E qui la scuola ha la sua sacrosanta responsabilità e con essa quegli insegnanti che non sono riusciti a essere liberi di fare quello che ritenevano fosse giusto fare.
Where have all the rebels gone?
I ribelli non hanno vent’anni come nel 1968, ne hanno cinquanta, ma forse hanno aspettato il momento di ribellarsi per una giusta causa. Vogliono difendere quei racconti dei loro nonni che gli avevano lasciato in eredità una Costituzione.
E si sa che i regali dei nonni sono preziosi e devono essere custoditi per sempre.